
Nucleo di Fiorenzuola d'Arda
Dedicato alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Generale di Squadra Aerea Ferruccio Ranza.
Chi siamo
L'A.A.A. è un'associazione senza fini di lucro la cui fondazione risale al 29 febbraio 1952, con lo scopo di tramandare il patrimonio culturale dell'Aeronautica Militare.
Nello specifico la sezione di Fiorenzuola è dedicata alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Generale di Squadra Aerea Ferruccio Ranza.
I soci sono personale in servizio attivo presso l'Aeronautica Militare, personale in congedo e simpatizzanti: è grazie a tutte queste persone che con amore e dedizione possiamo svolgere sul territorio molteplici attività e promuovere visite organizzate presso basi militari in tutta Italia.
Le nostre attività
Generale di Squadra Aerea Ferruccio Ranza
1892 Fiorenzuola d'Arda – 1973 Bologna
L'emblema di Ranza
Durante la Grande Guerra era consuetudine tra i piloti da caccia “griffare” il proprio aereo con un emblema. Durante il primo periodo del conflitto Ranza portava sulla sua carlinga un bel cuore rosso, ma successivamente lo sostituì. Nel corso di una battaglia ai comandi del suo SPAD VII, inseguendo un aereo austriaco arrivò a quota 6000 metri, altezza proibitiva per il suo velivolo, e dopo furibonda lotta lo abbatté. Al rientro alla base F. Baracca, che aveva assistito alla battaglia, gli chiese come avesse fatto a volare così in alto e se avesse usufruito di una scala. Questa spiritosaggine piacque a Ranza, che da allora fece propria come emblema una scala.
Pioniere dell'aviazione civile e militare, Generale di Squadra Aerea, asso della Prima guerra mondiale, successore di Francesco Baracca al comando della leggendaria 91ª Squadriglia caccia del “Cavallino Rampante”, ora emblema della Ferrari Corse. Sesto nella graduatoria ufficiale delle vittorie aeree, fu anche asso del volo radente: durante la battaglia del Piave, giugno – luglio 1918, in cui perse la vita Francesco Baracca, Ranza e i suoi piloti scesero al di sotto dei trenta metri di quota seminando scompiglio fra i nemici. Alla fine della guerra aveva meritato tre medaglie d'argento, due di bronzo al Valor Militare e una promozione per merito sul campo, da Tenente a Capitano. Nel 1920 partecipò al Raid Roma – Tokyo, giungendo primo a Calcutta; in gara di velocità su mille chilometri conquistò la “Coppa Baracca”. Prese parte al Raid aereo Nizza – Torino, cui partecipò anche Italo Balbo, al Raid Roma – Londra e infine al Raid Roma – Berlino – Roma.
Fu combattente dell'Aviazione Italiana in Tripolitania e organizzò tutti i cicli operativi per la conquista della Colonia, meritando la quarta medaglia d'argento al Valor Militare. In un drammatico volo portò per primo il Tricolore ad Addis Abeba. Nel 1939 assunse il comando della 3ª Divisione Aerea Centauro di stanza a Bologna e nell'aprile dello stesso anno prese parte all'occupazione dell'Albania. Nel 1940 fu trasferito al comando della 4ª Zona Aerea di Bari e operò in quella zona e in Sicilia. Durante l'armistizio dell'8 settembre 1943, privo di ordini e senza direttive dai superiori, riuscì a salvare tutti i suoi reparti aerei.
Oltre alle decorazioni già citate ebbe la Medaglia d'Oro Serba al V.M., la Croce di Guerra Belga con Spade e la Croce di Guerra Francese con Palma. Fu promosso sul campo, oltre che a Capitano, da Tenente Colonnello a Colonnello e a Generale di Divisione Aerea. Ebbe un Encomio Solenne e due Ordini Militari di Savoia (Cavaliere e Commendatore).
Decorazioni
- Medaglia d'Argento (Cielo Carsico 1916/1917)
- Medaglia d'Argento (Cielo Cima Caldiera – Monte Faiti e di Hassling 1917)
- Medaglia d'Argento (Cielo Piave e Tagliamento 1918)
- Medaglia d'Argento (Cielo Addis Abeba – Neghelli 1936)
- Medaglia di Bronzo (Carso 1916)
- Medaglia di Bronzo (Golfo di Trieste 1916)
- Prom. M.G. (a Capitano 1918)
- Prom. M.G. (a Colonnello 1930)
- Prom. M.G. (a Generale di Divisione 1936)
- Encomio Solenne
- Medaglia d'Oro Serba al V.M.
- Croce di Guerra Francese al V.M. con palma
Conquistate nel periodo della campagna di guerra europea 1915/1918.
Bibliografia: Fiorentini – Ferrari, pp. 187-190; Delfanti, pp. 174-175; Ali in pace e in guerra 1903-1930, omaggio a Ferruccio Ranza, a cura del Circolo Culturale Filatelico Numismatico di Fiorenzuola d'Arda, 27 aprile 1973.
